Non condanniamo i musicisti a non poter suonare!

«Chiusura delle sale gioco, delle palestre, dei teatri, nessuno si è ricordato che abbiamo fermato anche le sale da concerto con le stagioni già avviate. In Italia la musica classica è come Cenerentola, sempre ignorata» racconta al Sole 24 Ore Ilaria Borletti Buitoni, presidente della Società del Quartetto di Milano e grande protagonista del mecenatismo milanese e non solo: «Oggi ci sono centinaia di eccellenti musicisti costretti alla loro peggior condanna: non poter più suonare!».

Come sarà il futuro della musica?

«Adesso dobbiamo recepire il colpo, con questa pandemia convivremo fino a primavera avanzata. Spero che si assumano quelle misure pubbliche, come sta accadendo in alcuni paesi, che consentano una forma di vita anche per la cultura. Noi cercheremo con grande forza e rigore un ritorno per la stagione 2021-2022, fino all’estate proporremo incontri e concerti flessibili per poterli adattare in qualsiasi momento all’andamento di questa drammatica convivenza con il virus, nella speranza che dall’autorità pubblica arrivino indicazioni precise. Non abbiamo cancellato i concerti di dicembre, il dubbio di andare in scena resta, anche se sicuramente ci avviseranno due giorni prima e questo è un altro problema. In ogni caso, siamo sopravvissuti a due guerre ce la faremo anche questa volta!».

Leggi tutta l’intervista a Ilaria Borletti Buitoni sul sito del Sole 24 Ore

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